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    POLITICHE SOCIALI NELLE PROVINCE DEL PIEMONTE

     

     









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    A far data dal 01/01/2016, le competenze delle Politiche sociali delle Province piemontesi sono state riallocate in capo alla Regione Piemonte, in attuazione della Legge regionale n. 23 del 29 ottobre 2015 - allegato A. I contenuti presenti su questo sito sono rimasti disponibili per la consultazione solo in modalità archivio.

     

    La Legge Regionale n. 23 del 29 ottobre 2015 ha previsto il riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della c.d. Legge Delrio "Legge 7 aprile 2014, n. 56"

    L'impianto disegnato da quest'ultima ultima legge dava come presupposto la vittoria del Sì al referendum del 4 dicembre 2016, ma non è andata a finire così.

    Quale futuro per le Province dopo l'esito del referendum ?

     

     

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    AGRICOLTURA SOCIALE

     

    Secondo il parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Agricoltura sociale:  terapie verdi e politiche sociali e sanitarie» del 19 gennaio 2012 (2013/C 44/07), una definizione di agricoltura sociale potrebbe essere la seguente:

    “un insieme di attività – ad esempio riabilitazione, terapia, posti di lavoro protetti, apprendimento permanente e altre attività intese ad agevolare l'inserimento sociale (secondo la definizione dell'azione COST 866 Green care in agricolture - iniziativa Cooperazione europea in campo scientifico e tecnologico) – che impiegano risorse agricole, sia vegetali che animali, al fine di creare prestazioni sociali nelle aree rurali o periurbane.

    In questo senso, scopo dell'agricoltura sociale è, tra l'altro, creare le condizioni, all'interno di un'azienda agricola, che consentano a persone con esigenze specifiche di prendere parte alle attività quotidiane di una fattoria, al fine di assicurarne lo sviluppo e la realizzazione individuale e di migliorare il loro benessere.

     

    Attualmente nell'agricoltura sociale si possono distinguere quattro settori principali di attività:

    a) le attività rieducative e terapeutiche,

    b) l'inserimento nel mondo del lavoro e l'inclusione sociale,

    c) le attività pedagogiche,

    d) i servizi di assistenza alla persona.”

     

    A seguito dell'approvazione della Legge 18 agosto 2015, n. 141, il legislatore italiano ha provveduto a dare una definizione normativa di agricoltura sociale.

    L’Agricoltura Sociale comprende l’insieme di pratiche svolte su un territorio da imprese agricole, cooperativesociali e altre organizzazioni che coniugano l’utilizzo delle risorse agricole con le attività sociali. Le attività dell’Agricoltura Sociale sono finalizzate a:

    • generare benefici inclusivi, favorire percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura;

    • sostenere l’inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di marginalizzazione;

    • favorire la coesione sociale, in modo sostanziale e continuativo.

    Tali attività sono realizzate in cooperazione con i servizi socio-sanitari e gli enti pubblici  competenti del territorio e sottoposte a verifiche periodiche.

    L’agricoltura Sociale è una prassi di sviluppo locale sostenibile socialmente, economicamente ed ecologicamente. In quanto parte dell’agricoltura multifunzionale, essa può offrire un'ampia gamma di servizi finalizzata a perseguire il benessere dell’intera cittadinanza e quindi rispondere ad un più ampio bisogno di politiche di welfare.

    L’Agricoltura Sociale mira a riunificare bisogni, identità, tutele ed istanze di libertà per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro più o meno elevate abilità. In questo si ritrova il valore del lavoro non solo come fonte di reddito individuale, ma anche come elemento fondante di una società più giusta, più coesa e sostenibile.

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