COOPERATIVE SOCIALI evoluzione in Piemonte

 

Normativa di riferimento
Legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina delle cooperative sociali."
Legge regionale 9 giugno 1994, n. 18 "Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 'Disciplina delle cooperative sociali."
Decreto Legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 "Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale."
Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 112 "Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell'articolo 2, comma 2, lettera c) della legge 6 giugno 2016, n. 106".

Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117 "Codice del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106.

 

Le cooperative sociali

La definizione di "cooperativa sociale" è contenuta nell'articolo 1 della Legge 8 novembre 1991, n. 381 che disciplina il settore.

Le cooperative sociali si caratterizzano rispetto alle cooperative in generale per lo scopo.

Infatti, come stabilito all'articolo 2511 del codice civile, mentre le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico, le cooperative sociali si caratterizzano per perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini.

 

Tipologie di Cooperative Sociali

Le cooperative sociali si distinguono in due tipologie fondamentali:

 

Le cooperative sociali di tipo A le quali possono gestire servizi socio-sanitari ed educativi, compresa la gestione delle seguenti attività:

1) interventi e servizi sociali ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, ed interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, e di cui alla legge 22 giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni;

2) interventi e prestazioni sanitarie;

3) prestazioni socio-sanitarie di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 febbraio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001, e successive modificazioni;

4) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonchè le attivita' culturali di interesse sociale con finalità educativa;

5) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo ed al contrasto della poverta' educativa;

6) servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori molto svantaggiati o delle persone svantaggiate o con disabilità o anche persone beneficiarie di protezione internazionale o persone senza fissa dimora in condizione di povertà.

 

Le cooperative sociali di tipo B le quali si caratterizzano per lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Alle cooperative sociali, si applicano le norme relative al settore in cui le cooperative stesse operano.

La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di "cooperativa sociale".



Rinnovato il contratto delle Cooperative Sociali

Chiusa la fase di consultazione tra i lavoratori, firmata definitivamente l’intesa raggiunta il 28 marzo scorso.

Il nuovo contratto della Cooperazione Sociale, relativo al triennio 2017-2019, prevede aumenti medi del 5,95% su tutti i livelli, una tantum di 300 Euro, inderogabilità del contratto da parte dei regolamenti, più contrattazione territoriale, nuovi diritti e maggiori tutele.

 
Il Codice del Terzo settore e i suoi effetti imprevisti

Welforum.it ne aveva scritto il 7 maggio scorso: a fronte di una nota della Direzione Generale del Terzo settore che collocava alla chiusura del bilancio 2018 (quindi alla primavera 2019) la prima decorrenza dell’obbligo di presentazione del Bilancio sociale, un decreto interministeriale di poche settimane più tardi dava attuazione al Codice del terzo settore imponendo tale obbligo, almeno secondo la lettura che pare più congruente, sin dalla chiusura dell’esercizio 2017 (quindi nei bilanci che vengono approvati in questi giorni dalle Assemblee dei soci); ciò dovrebbe avvenire utilizzando, nelle more dell’approvazione di un nuovo modello coerente con il Codice, lo schema di bilancio sociale approvato nel 2008 per la “vecchia” impresa sociale disciplinata dal d.lgs. 155/2006 leggi tutto

 


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