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Corte Costituzionale - Sentenza n. 44 del 13 marzo 2014 |
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Giudizio di legittimità costituzionale in via principale. Enti locali - Unioni di comuni - Obbligo per i Comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti di esercitare in forma associata funzioni amministrative e servizi pubblici - Disciplina degli organi di governo dell'Unione e delle relative funzioni. - Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n. 148, art. 16, commi 1, 3, 4, 5, 7, 8, da 10 a 15, 16, 17, lettera a), da 19 a 21, e 28. - (G.U. 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 13 del 19.03.2014) |
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Corte Costituzionale - Sentenza n. 278 del 22 dicembre 2013 |
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L’articolo 28, comma 7, della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), come sostituito dall’art. 177, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede – attraverso un procedimento, stabilito dalla legge, che assicuri la massima riservatezza – la possibilità per il giudice di interpellare la madre – che abbia dichiarato di non voler essere nominata ai sensi dell’art. 30, comma 1, del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127) – su richiesta del figlio, ai fini di una eventuale revoca di tale dichiarazione. |
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Corte Costituzionale - Sentenza n. 236 del 24 luglio 2013 |

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È costituzionalmente illegittimo l'art. 9, c. 4, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), conv., con modif., dalla l. 7 agosto 2012, n. 135, in quanto prevedendo l'automatica soppressione di tutti gli enti strumentali degli enti locali impedisce che questi possano svolgere anche le funzioni eventualmente conferite ai medesimi dal legislatore regionale nell'esercizio delle proprie competenze legislative. |
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Corte Costituzionale - Sentenza n. 203 del 18 luglio 2013 |

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Il congedo per l’assistenza al portatore di handicap in situazione di gravità spetta anche a parenti e affini entro il terzo grado. La Corte Costituzionale, con la sentenza in questione, ha riconosciuto l’illegittimità costituzionale della norma contenuta nell’art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001, relativa alla possibilità di usufruire di un congedo retribuito della durata massima di un biennio per assistere un portatore di handicap in situazione di gravità. La pronuncia si fonda sul fatto che, tra i soggetti che possono beneficare di tale congedo, non sono ricompresi i parenti e gli affini entro il terzo grado, i quali, secondo la Corte, ne usufruiscono solo in assenza degli altri aventi diritto. L’illegittimità è la diretta conseguenza del fatto che il congedo in questione rappresenta “uno strumento di politica socio-assistenziale, basato sul riconoscimento della cura prestata dai congiunti sia sulla valorizzazione delle relazioni di solidarietà interpersonale e intergenerazionale, di cui la famiglia costituisce esperienza primaria, in attuazione degli artt. 2,3, 29, 32 e 118, quarto comma, Cost.”. D’altro canto, sottolineano i giudici, i parenti e gli affini entro il terzo grado sono già destinatari di altri permessi per assistere portatori di handicap, ad esempio quelli previsti dall’art. 33, comma 3, della L. n. 104/1992. |
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Corte Costituzionale - Sentenza n. 172 del 4 luglio 2013 |

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Illegittime le disposizioni che subordinano l’erogazione degli assegni di cura per cittadini non autosufficienti al requisito della residenza continuativa da almeno tre anni nella Provincia, oltre che al possesso del permesso di soggiorno per lungo residenti per i cittadini stranieri. |
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