Sentenza della Corte di Cassazione n. 4558 del 22.03.2012

PDF Stampa E-mail
Il tema, tanto delicato quanto complesso, relativo alla compartecipazione alle spese, sanitarie e/o socio-sanitarie, da parte degli utenti ovvero dei loro familiari ha segnato, recentemente, un ulteriore punto a favore dell’universalismo delle prestazioni e della garanzia che delle stesse deve assicurare il servizio sanitario nazionale (Cassazione 22 marzo 2012, n. 4558).
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha statuito che i familiari dei malati di Alzheimer non devono versare alcuna retta, ai Comuni, per il ricovero dei loro cari in strutture per lungodegenti, in quanto si tratta di importi a totale carico del Servizio sanitario nazionale, atteso che il tipo di patologia non consente di fare distinzione tra spese per la cura e spese per l'assistenza. Con questo verdetto, i supremi giudici hanno dato ragione al marito e ai figli di una donna, ricoverata nel 1992 nella casa di cura "Costante Gris" di Mogliano Veneto perché, per effetto dell'Alzheimer, non era autosufficiente e aveva bisogno di assistenza continua per tutto, anche per deglutire. Il Comune trevigiano di Carbonera, dove la famiglia risiedeva, aveva preteso una retta di quasi due milioni e mezzo al mese di vecchie lire solo per pagare l'assistenza, oltre ai costi del ricovero sanitario vero e proprio.
 
free pokerfree poker

 

COORDINAMENTO

REGIONALE

Enti Gestori

dei Servizi Sociali


Sito realizzato da Gianni Zillante by JOOMLA

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi in questo documento: privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information