Armonizzazione dei sistemi contabili
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Dal 2015 si parte con l’individuazione di regole contabili uniformi e con la riclassificazione dei dati contabili e di bilancio degli enti, che dovranno adottare schemi di bilancio comuni, articolati in missioni e programmi secondo le regole della contabilità nazionale e le norme europee.
Per il primo anno, i vecchi schemi contabili saranno mantenuti con funzione conoscitiva, affiancandosi ai nuovi, per non perdere il controllo dei conti.
La riforma impone agli amministratori di valutare i residui attivi (le entrate non riscosse) per stralciare dai conti quelle che oggettivamente non sarà più possibile incassare.
Per evitare che nel futuro, però, si crei una nuova massa di residui, la riforma introduce un nuovo meccanismo della “competenza rafforzata”, secondo cui le entrate e le uscite vanno imputate nell’esercizio in cui arrivano a scadenza.
I nuovi bilanci dovranno essere garantiti dal rischio dei mancati incassi, mediante l’istituzione di un “Fondo crediti di dubbia esigibilità” che sarà parametrato all’andamento dell’accertamento e incasso dell’ultimo quinquennio.
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Decreto Legislativo 10 agosto 2014, n. 126 - "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42". |
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Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42". |
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