LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA


 

L.E.P.S. = Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali


Il concetto di L.E.P.S. (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), per certi versi superato, ricalca nella sostanza lo stesso concetto dei LIV.E.A.S. (Livelli Essenziali di Assistenza Sociale).

 

Si tratta dei Livelli Essenziali di Assistenza in ambito SOCIALE , vale a dire del livello minimo garantito di prestazioni e di servizi, finanziati con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale, che i competenti organismi della Pubblica Amministrazione sono tenuti a fornire a tutti i cittadini sul territorio nazionale, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di contribuzione.

 

La differenza dei L.E.P.S. rispetto ai LIV.E.A.S. è da ricercare soprattutto sul piano formale. Infatti è da ritenere che la fonte normativa di riferimento quando si parla di (L.E.P.S.) Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali sia la Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" (articolo 22 comma 2), mentre il concetto dei LIV.E.A.S. trova la sua legittimazione in alcuni documenti della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome.

 

La questione del superamento del concetto di L.E.P.S. e la sua evoluzione in LIV.E.A.S. discende dal fatto che, prima della riforma del titolo V della Costituzione, avvenuta con Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, la materia dei servizi sociali rientrava tra quelle nelle quali le Regioni avevano competenza legislativa concorrente.

 

Nella Legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) si collegavano i (L.E.P.S.) al Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali, che avrebbe dovuto tra l’altro stabilire le caratteristiche ed i requisiti delle prestazioni sociali comprese nei livelli essenziali.

 

Il mutato quadro costituzionale non ha però più consentito l’adozione del richiamato sistema di programmazione, e successivamente alla riforma costituzionale non è stato più possibile da parte dello Stato l’adozione del Piano Nazionale degli interventi e dei servizi sociali in una materia dove a questo punto sussisteva la competenza residuale delle Regioni.

 

Il legislatore nazionale ha cercato di porre rimedio a tale situazione con l’articolo 46, comma 3, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, in particolare stabilendo che in materia di politiche sociali con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Conferenza Stato – Regioni e Conferenza Unificata), fossero determinati i livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale.

 

Tale decreto non è mai stato adottato e pertanto l’individuazione dei (L.E.P.S.) livelli essenziali delle prestazioni nella materia in questione è rimasta inattuata.





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