LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA


 

LIV.E.A.S. = Livelli Essenziali di Assistenza Sociale


Con l'acronimo LIV.E.A.S. si identificano i Livelli Essenziali di Assistenza in ambito SOCIALE, vale a dire i livelli minimi garantiti di prestazioni e di servizi finanziati con le risorse pubbliche, raccolte attraverso la fiscalità generale, che i competenti organismi della Pubblica Amministrazione in materia socio-assistenziale sono tenuti ad erogare a tutti i cittadini sul territorio nazionale, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di contribuzione.

 

A seguito della riforma operata dalla Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ogni Regione ha provveduto a disciplinare la materia dei servizi sociali.

 

La Regione Piemonte con la Legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1. Recante “Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento.” ha disciplinato la materia sul territorio di competenza, individuando gli obiettivi a cui devono tendere le prestazioni essenziali (art. 18) e i Livelli essenziali e omogenei delle prestazioni (art. 19).

 

Con il nuovo quadro istituzionale, derivante dalla modifica costituzionale sopra richiamata, si è posta l’esigenza di contemperare la competenza legislativa residuale delle Regioni nella materia dei servizi sociali con la competenza legislativa dello Stato nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale a norma dell’articolo 117, secondo comma, lettera m, della Costituzione.

 

Il legislatore nazionale ha cercato di definire il giusto punto di equilibrio, attraverso l’articolo 46, comma 3, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabilendo che in materia di politiche sociali con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Conferenza Stato – Regioni e Conferenza Unificata), fossero determinati i livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale.

 

Tale decreto non è mai stato adottato e pertanto l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni nella materia in questione è rimasta ad oggi inattuata.

 

Seppur in assenza del D.P.C.M. sopra richiamato, le Regioni in sede di Conferenza Stato – Regioni e Conferenza Unificata hanno sviluppato dei documenti introducendo il concetto di LIVelli Essenziali di Assistenza Sociale (LIV.E.A.S.), ma di fatto ad oggi non esiste uno strumento giuridico per individuare nel concreto quali siano le prestazioni esigibili dal cittadino alla pari di quelle identificate dai L.E.A. in materia sanitaria e socio-sanitaria.

 

Peraltro con l'articolo 13 del Decreto Legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario), il Legislatore nazionale ha riproposto la tematica della ricognizione dei livelli essenziali delle prestazioni anche nella materia dell'assistenza, stabiliendo che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per le riforme per il federalismo e con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, d'intesa con la Conferenza unificata e previo parere delle Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica competenti per i profili di carattere finanziario, è effettuata la ricognizione dei livelli essenziali delle prestazioni nelle materie dell'assistenza, dell'istruzione e del trasporto pubblico locale.

 

Fino alla determinazione, con legge, dei livelli essenziali delle prestazioni, tramite intesa conclusa in sede di Conferenza unificata sono stabiliti i servizi da erogare, aventi caratteristiche di generalità e permanenza, e il relativo fabbisogno, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

 

Lo stesso articolo ha previsto che, conformemente a quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, il Governo, nell'ambito del disegno di legge di stabilità ovvero con apposito disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da parte del Documento di economia e finanza, previo parere in sede di Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo, nonchè un percorso di convergenza degli obiettivi di servizio, di cui al comma 5, ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione.

 

Nella legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 386 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208) È previsto un Piano nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale adottato con cadenza triennale mediante ennesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che individua una progressione graduale, nei limiti delle risorse disponibili, nel raggiungimento di livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale per il contrasto alla povertà.

 

Volendo sintetizzare possiamo sostenere che la definizione dei livelli essenziali in materia sociale (L.E.P.S), doveva avvenire da parte dello Stato in virtù di quanto disposto dalla Legge 8 novembre 2000, n. 328, mentre a seguito della riforma del titolo V della Costituzione, il potere/dovere di individuare i livelli essenziali discende direttamente dall’articolo 117, secondo comma, lettera m, della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (LIV.E.A.S.).

 

La mancata definizione dei LIV.E.A.S. rende di fatto inesigibile il diritto del cittadino comprimendone la relativa posizione giuridica, il tutto peraltro in difformità da quanto stabilito all'articolo 38, comma 1 della Costituzione il quale prevede che: ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

 

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